Serve assistenza?
3280396677

 Serve assistenza?
3280396677

La spesa pensionistica e le misure previste dalla Legge di Bilancio 2023

Opzione Donna: un nodo da sciogliere

E’ noto che la spesa legata alle pensioni ha un peso significativo rispetto al totale della spesa pubblica e questo significa che il Governo deve dedicare molta attenzione e (possibilmente) coerenza ANCHE con i punti contenuti nel Programma Elettorale presentato in occasione delle ultime elezioni politiche.

Tenuto conto della combinazione degli effetti dovuti all’inflazione, all’andamento del Debito Pubblico (e molti altri fattori macro-economici), all’evolversi del mercato del lavoro ma anche dal possibile contributo rappresentato dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e resilienza), il Governo ha varato la Legge di Bilancio 2023  (L. 22.Dicembre.2022, nr.197 – Bilancio di previsione dello Stato) che ha previsto, fra molto l’altro:

Cerchi un Prestito?
Scoprire quanto puoi risparmiare con le nostre offerte!

Fai la scelta giusta e rivolgiti a Mondo Prestiti per trovare il tasso migliore per il tuo mutuo, prestito personale o cessione del quinto. Chiamaci subito 0686208066

oppure scrivici  

"Pensione anticipata e proroghe: Le nuove regole del 2023 per il sistema pensionistico"

  1. Una nuova forma di pensione anticipata, la c.d. Quota 103 che, in sintesi: fissa i limiti di contribuzione ad anni 41 ed il limite di età anagrafica a 62 anni (in attesa di una Riforma più strutturata, il beneficio è previsto per il solo anno 2023).
  2. Una proroga nella durata di ricorso alla c.d. Opzione Donna con l’innalzamento dell’età fino a 60 anni ed un ricalcolo (sconto) di un anno se si ha un figlio e di due anni se si hanno 2 o più figli.
  3. Sempre nell’attesa di una nuova Riforma, la proroga dell’APE sociale per l’intero anno 2023. Per ottenerla bisogna (a) avere almeno 63 anni di età, (b) una anzianità contributiva come prevista dalla ‘categoria di appartenenza’, (c) non usufruire di alcuna altra pensione diretta.
  4. Applicazione di una rivalutazione delle pensioni ammontanti fino a quattro volte il minimo (ed una rivalutazione ridotta per chi percepisce pensioni più alte del minimo).
  5. Solo per l’anno 2023, aumento delle pensioni minime fino a 600 euro solo per coloro che abbiano età superiore a 75 anni.

"La controversia sull'Opzione Donna e la sfida della spesa pensionistica: Flessibilità e scelte individuali per il futuro"

Ma proprio sul punto 2 riguardante la disciplina della c.d. Opzione Donna,si è aperto un confronto serrato sia all’interno della compagine governativa che con le opposizioni.

Come detto all’inizio, preoccupa molto l’intero quadro della spesa pensionistica perché fra le tanti variabili socio-economiche, anche lo sviluppo demografico dei prossimi anni svolgerà un ruolo importante. E quindi un’attenzione particolare deve essere rivolta alle azioni che tendono a ‘favorire’ la flessibilità-del-lavoro-in-uscita. Per esprimere meglio il concetto: “si deve garantire ai singoli la possibilità di scegliere il modo più sostenibile per il proprio immediato futuro”.

Detto ciò, ritornando al punto 2 che precede, sintetizziamo:

"Opzione Donna: Calcolo dell'assegno previdenziale e le differenze con il sistema contributivo tradizionale"

Per ciò che riguarda l’ammontare dell’assegno previdenziale, cui si ha diritto avendo aderito all’Opzione Donna, bisogna chiarire che esso viene calcolato in base al ‘sistema contributivo’ benchè presenti delle differenze rispetto al ‘sistema contributivo tradizionale’: nel calcolo dell’assegno pensionistico rientrano anche i periodi contributivi maturati (ed accreditati) prima del 1996. In questo caso, chi ha maturato molti anni contributivi prima del 31.12.1995 subirà – nel calcolo - una riduzione del 25-35% (circa).

L’importo della pensione finale, quindi, è calcolato sommando: l’anzianità contributiva maturata fino al 31.Dicembre.1995 e l’anzianità maturata successivamente.

In conclusione, il nodo da sciogliere è quello di conoscere per tempo quale sarà il futuro di Opzione Donna al termine della proroga concessa fino al 2023. L’incontro-scontro fra il Governo, l’opposizione e le parti sociali dovrà definire lo scenario utile per impostare e varare in via definitiva una Nuova Riforma delle Pensioni